Una vita sul parquet
Nasco a Mestre, il 4 aprile del 1997 alle ore 16:02. Questo è quello che dice mia mamma, mentre mio papà afferma che sono nata alle 16:30 circa. Da qui il dubbio su fatto che sia figlia di entrambi.
A 7 anni ho messo piede per la prima volta su un campo da pallavolo a Marcon, il mio paese, e da lì non mi sono più fermata. Dopo, sono passata al Volley Annia e poi al San Donà, una società che ai tempi era il sogno di tanti giovani talenti. Allenamenti duri, campionati su campionati, e un impegno sempre maggiore che mi ha insegnato a essere disciplinata e costante.
Le prime vere soddisfazioni arrivano con premi come miglior giocatrice, coppe regionali e, nel 2011, il titolo di Campionesse Nazionali U14.
A 16 anni, la prima grande sfida: vivere lontano da casa per giocare a Pesaro in B1. Dovevo dimostrare a me stessa e ai miei genitori che potevo farcela, anche a 300 km di distanza. E ce l’ho fatta! Da quella prima esperienza è iniziato un viaggio incredibile: Novara, Rimini, Bergamo, Perugia e tanti altri posti che hanno arricchito il mio bagaglio non solo sportivo, ma umano.
E poi, il Sud. Aragona, Santa Teresa di Riva, Messina, Marsala. Qui ho scoperto una parte di me che non conoscevo. Sono metereopatica, sì, ma il sole, il profumo del mare, e quella frase magica che senti solo nei bar del sud Italia “Ciao Gio, il solito?”, mi hanno fatto capire che, in fondo, sono una meridionale mancata.
Esploratrice per natura
Da sempre, il viaggio è il mio elemento naturale. I miei genitori mi hanno passato l’amore folle per l’Africa: il loro viaggio di nozze in Kenya e, anni dopo, il safari in Tanzania con me. Con loro, ogni anno esploriamo un posto diverso, solo noi tre. È una tradizione che mi riempie di gratitudine.
Guardando i documentari di National Geographic e gli scatti di Steve McCurry o Robert Capa, sognavo di girare il mondo con la macchina fotografica in mano, immortalando volti, paesaggi e piccoli dettagli di culture diverse. I viaggi mi hanno insegnato ad apprezzare ogni sfumatura della vita, dai sorrisi dei bambini agli occhi curiosi degli animali.
Anche i trasferimenti legati alla pallavolo hanno contribuito a formare questa mia anima nomade. Ho vissuto ovunque, dal caos di Milano alla quiete dell’Umbria, fino al calore della Sicilia, che ormai considero casa. Ogni luogo è una storia, un dettaglio, una scoperta.
In uno scatto, la bellezza del mondo
Non ho mai abbandonato l’idea di voler continuare gli studi sulla fotografia, così, approdata a Messina, mi sono iscritta all’università e ho iniziato a realizzare progetti fotografici seguita da una fotografa contemporanea che possiede una galleria d’arte, grazie alla quale ho imparato moltissimo.
Poi mi sono trasferita a Marsala dove ho avuto il piacere di aver a che fare con il più grande cagacazzi che persona abbia mai conosciuto: Gianluca Raid.
A lui devo dire grazie, non solo per i mille caffe offerti, ma anche per avermi dato la possibilità di trasportare la mia passione per la fotografia all’interno di veri lavori. Lui ha creduto in me e mi ha fatto avere a che fare per la prima volta con i clienti!
Sono molto autocritica, esigente e spesso sono davvero brava ad affossarmi da sola, ma ora che ho tirato un po’ le somme della mia vita, posso dire di essere orgogliosa di me e del percorso che ho fatto fino ad ora.
Ho incontrato molte persone che sono entrate nella mia vita, alcune fortunatamente continuano a farne parte, mentre altre, con il tempo ne sono uscite.
Sono fortunata ad aver avuto la famiglia sempre dalla mia parte; mi hanno incoraggiata costantemente in quello che facevo, ci sono sempre stati e continuano ad esserci.
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